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Fake Names - Punk Ruins: quando la superband suona per mestiere

Fake Names - Punk Ruins: quando la superband suona per mestiere

C'è una certa ironia nel titolo Punk Ruins. I Fake Names sono, sulla carta, l'equivalente musicale di una hall of fame: Dennis Lyxzén (Refused) alla voce, Brian Baker (Minor Threat, Bad Religion) e Michael Hampton (S.O.A., Embrace) alle chitarre, Johnny Temple (Girls Against Boys, Soulside) al basso. Una formazione che, solo a leggerla, farebbe drizzare le antenne a qualsiasi appassionato di hardcore e alternative rock. Eppure, al terzo disco, la sensazione prevalente non è l'eccitazione ma un rispettoso sbadiglio.

Il problema non è l'esecuzione. Punk Ruins è un lavoro da mestieranti nel senso più nobile: chi ha scritto queste canzoni conosce la grammatica del genere meglio di chiunque altro. I riff tagliano netti, le ritmiche spingono con la precisione di un orologio svizzero, la produzione è pulita quanto basta da far risuonare ogni colpo di rullante. Ascolti brani come "Delete the Elite" o "Heavy Feather" e pensi: "Sì, questo è hardcore fatto come si deve". Poi finisce il disco e non ti resta in testa nemmeno un ritornello.

Manca la disperazione, l'urgenza, quel senso di pericolo che trasformava i Refused o i Minor Threat in qualcosa di più di una band. Lyxzén canta con la solita intensità teatrale, ma le parole scivolano via come slogan preconfezionati. Baker e Hampton intrecciano chitarre con la fluidità di chi lo fa da quarant'anni, ma non c'è un solo assolo, una sola dissonanza che tradisca un rischio. Temple tiene il basso solido, invisibile. È punk da archivio, non da cantina.

Forse è inevitabile. Quando metti insieme musicisti che hanno già scritto la storia, il risultato non può che suonare come una lezione di storia. Punk Ruins non è un brutto disco — è un disco onesto, professionale, persino godibile mentre dura. Ma da una superband di questo calibro ci si aspetterebbe una scintilla, non una lezione ben preparata. Le rovine del punk, qui, non fumano più. Sono solo pietre ben squadrate.

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