Cinquant'anni di carriera condensati in due ore e mezza di spettacolo. Gloria – Il Musical, in scena al Teatro Arcimboldi di Milano fino al 1° novembre, porta per la prima volta a teatro una storia originale cucita addosso al repertorio di Umberto Tozzi, che dello show firma anche la direzione musicale. Il risultato? Un'operazione che funziona a metà: le canzoni vincono facile, la storia resta sullo sfondo.
La trama segue Gloria (Valeria Mancini), giovane determinata a sfondare nella musica contro il volere del padre, che la vorrebbe nell'azienda di famiglia. La fuga, gli amori, le rivalità, le cadute e le ripartenze la portano dritta dentro una competizione musicale dove a sfidarsi non sono solo i cantanti, ma le case discografiche con i propri artisti. Un espediente narrativo che sa di già visto, funzionale più a incastrare i brani di Tozzi che a raccontare qualcosa di nuovo.
Mancini, classe 2001, reduce da Amici 2023 e già vista al fianco di Deborah De Luca (fino a Times Square) e in apertura a Laura Pausini, ha una presenza scenica notevole e una vocalità che regge l'urto di un repertorio nato per una voce ben diversa. Al suo fianco Nick Casciaro (Marco), anche lui ex Amici (edizione 2014) e vincitore di X Factor Romania: curriculum internazionale solido, ma sul palco resta un passo indietro, sia nella recitazione che nel canto, rispetto alle due figure femminili che reggono davvero lo spettacolo.
Perché la vera rivelazione è Gloria Miele, l'antagonista Eva. Lei e Mancini si prendono la scena ogni volta che aprono bocca: duetti, scontri vocali, momenti di pura potenza interpretativa. Quando le due sono insieme in palco, il musical trova la sua dimensione migliore.
La regia di Giuliano Peparini (coreografie di Veronica Peparini) punta tutto sull'impatto visivo: luci, video, coreografie serrate. Funziona, ma non basta a mascherare una drammaturgia che si regge su stereotipi. I brani — Gloria, Ti amo, Stella stai, Gente di mare, Si può dare di più — arrivano puntuali, spesso forzati nella narrazione, ma il pubblico li accoglie come vecchi amici. E alla fine, è questo che conta: Tozzi in platea (era presente alla prima) applaude, il teatro canta a squarciagola.
Gloria – Il Musical non reinventa il genere jukebox. Ma fa il suo mestiere: porta a teatro un repertorio che non invecchia e regala due voci femminili che meritano palcoscenici ancora più grandi.
