Quarantaquattro. Non è un numero qualunque, nemmeno per una band che ha fatto della prolificità il proprio marchio di fabbrica. I Guided by Voices tornano il 22 gennaio con Speculation and Gossip, ennesimo capitolo di una discografia che sfida le leggi della fisica e del mercato discografico. Esce per Rockathon Records, l'etichetta di casa Pollard, e il primo estratto — Designed for Use — già gira da qualche giorno nelle orecchie di chi non smette mai di aspettare il prossimo lampo di genio da Dayton, Ohio.
Robert Pollard, mente e cuore del progetto, non si smentisce. Mentre metteva a punto i brani, ha sviluppato quella che definisce senza ironia un'"ossessione" per C'era una volta a... Hollywood di Quentin Tarantino. "L'ho visto e rivisto", racconta. "Quasi conosco i dialoghi a memoria, come The Rocky Horror Picture Show". Una confessione che dice molto sul metodo Pollard: assorbire, rielaborare, restituire. Il cinema di Tarantino — quel pastiche colto e pop, quelle citazioni che diventano linguaggio — somiglia pericolosamente al modo in cui Pollard scrive canzoni da trent'anni.
Ma non c'è solo il grande schermo. Il frontman cita anche surrealismo e dadaismo come bussole concettuali del disco. Generi che calzano a pennello su un artista che da sempre piega parole e immagini — nei testi allucinati quanto nei collage che firma come visual artist — fino a far collidere dimensioni fisiche e metaforiche. Speculation and Gossip nasce da quel crocevia: la speculazione intellettuale e il pettegolezzo da bar, l'alto e il basso che in Pollard non hanno mai smesso di parlarsi.
Designed for Use ne è la prova immediata. Un brano muscoloso, tirato dritto come solo i GBV sanno fare, che prende una banale dicitura da imballaggio — "designed for use in most stereophonic atmospheres" — e la trasforma in dichiarazione d'intenti. Pollard era progettato per fare il musicista. Per suonare "in quasi tutte le atmosfere stereofoniche". Una frase che suona come un manifesto, ma che nasce da un'etichetta di cartone. È il dadaismo applicato al power pop: l'oggetto trovato che diventa arte, il rifiuto che si fa rivelazione.
Quarantaquattro album in carriera — senza contare EP, singoli, side project, bootleg ufficiali e ufficiosi. Una mole di lavoro che farebbe impallidire chiunque, ma che per Pollard è semplicemente "fare il proprio mestiere". Speculation and Gossip arriva a pochi mesi dal precedente Strut of Kings (luglio 2024), a confermare un ritmo che non conosce pause. La formazione attuale — Pollard, Doug Gillard, Bobby Bare Jr., Mark Shue, Kevin March — tiene botta, compatta e affamata.
Il 22 gennaio sapremo se questo ennesimo capitolo aggiunge qualcosa di nuovo a una leggenda già scritta a caratteri cubitali. Con Pollard, la risposta è quasi sempre sì. Perché anche quando si ripete, lo fa con una variante minima, uno scarto laterale, un dettaglio che cambia tutto. Come quella frase sull'imballaggio: progettato per l'uso. In quasi tutte le atmosfere stereofoniche. Anche nella vostra, se premete play.
