Iscriviti a OndaPop entra in classifica

Articolo

Harryween risorge al Madison Square Garden: Harry Styles rivive la sua audizione a X Factor

Harryween risorge al Madison Square Garden: Harry Styles rivive la sua audizione a X Factor

C'è una magia particolare che si respira al Madison Square Garden quando Harry Styles decide di varcare la soglia del teatro dei sogni newyorkese. Venerdì 30 ottobre 2026, alla ventinovesima delle trenta notti della residency Together, Together, quella magia si è materializzata in un evento che i fan ricorderanno per anni: il ritorno di Harryween, la festa di Halloween che l'artista britannico non celebrava dal 2021.

Lo show si apre con un colpo di teatro degno di Broadway: Styles appare avvolto in una jumpsuit bianca tempestata di strass, gomitiere incluse, l'iconico Elvis della "Aloha from Hawaii" era. Accanto a lui, la band e i ballerini sfilano in una parata di Harry passati: c'è il Harry dei fine line verde menta, quello dei Grammy con la boa di piume, quello di Coachella con il completo Gucci a fiori, persino il Harry baffuto del video di "As It Was". Una galleria vivente di dieci anni di metamorfosi stilistiche.

Ma il momento che ha fatto trattenere il fiato a 20.000 persone arriva a metà concerto, quando la tradizione del cover song prende una piega inaspettatamente intima. Le luci si abbassano, la folla ammutolisce. Styles torna sul palco indossando una giacca nera leggermente oversize, una camicia bianca sbottonata quel tanto che basta, jeans scuri e quel ciuffo ribelle che nel 2010 incorniciava il viso di un sedicenne di Holmes Chapel terrorizzato ed emozionato.

"Lavoro in una panetteria", dice al microfono, strappando un'ovazione che fa vibrare le pareti dell'arena. La frase è identica a quella pronunciata davanti a Simon Cowell, Louis Walsh e Cheryl Cole nell'estate di dodici anni fa. Poi l'attacco di "Isn't She Lovely" di Stevie Wonder — la stessa canzone con cui quel ragazzo si presentò al mondo — riempie lo spazio. La voce, oggi più profonda e controllata, conserva intatta la vulnerabilità di allora.

Due sere prima, mercoledì 28, Styles aveva già scosso le fondamenta del Garden regalando "Ever Since New York" per la prima volta dal 2022. Un segnale chiaro: questa residency non è una vittoria in parata, ma un laboratorio a cielo aperto dove il passato viene dissezionato, celebrato e reinventato in tempo reale.

Quando l'ultima nota di "Isn't She Lovely" svanisce, Styles sorride — quello stesso sorriso storto del 2010 — e sussurra: "Grazie per avermi permesso di crescere davanti a voi". Harryween 2026 non è stata solo una festa in maschera. È stata una cerimonia di riconciliazione tra l'artista che riempie gli stadi e il ragazzo che sognava davanti a un forno.

Vota e commenta

Un solo gesto: scegli i vinili e scrivi cosa ne pensi.

Newsletter

Iscriviti e ricevi ogni settimana le recensioni, le liste e le novita direttamente nella tua casella email.