Iscriviti a OndaPop entra in classifica

Articolo

I Cranberries e quel risveglio mancato: 'Wake Up and Smell the Coffee' vent'anni dopo

I Cranberries e quel risveglio mancato: 'Wake Up and Smell the Coffee' vent'anni dopo

C'è un'immagine che riassume meglio di mille parole lo spirito di Wake Up and Smell the Coffee: un letto singolo piantato su una spiaggia del Somerset, invaso da gigantesche palle da ginnastica rosse che rotolano verso il dormiente. L'ha concepita Storm Thorgerson, lo stesso genio visionario dietro le copertine dei Pink Floyd, e la metafora è trasparente: i chicchi di caffè che ti svegliano, diventano mirtilli — cranberries — e si ingigantiscono fino a diventare ingombranti, inesorabili.

Quando l'album uscì nell'ottobre 2001, la critica fu tiepida. I fan attendevano un'altra Zombie, un altro inno generazionale; trovarono invece brani come Analyse o Time Is Ticking Out: melodie gentili, arrangiamenti acustici, una Dolores O'Riordan che aveva smesso di urlare per iniziare a sussurrare. Stephen Street, lo storico produttore di Everybody Else Is Doing It, So Why Can't We? e No Need to Argue, era tornato alla console dopo l'esperienza deludente di To the Faithful Departed. La sua mano si sente: c'è pulizia, c'è spazio, c'è una cura artigianale che il predecessore aveva smarrito nell'eccesso.

Eppure, all'epoca, quella pulizia suonò come sterilità. Il mondo musicale stava virando verso il nu-metal, lo stroke-revival, l'elettronica glitch. I Cranberries, reduci da un hiatus di due anni e da tensioni interne mai del tutto risolte, arrivarono con un disco che pareva ignorare il presente. Wake Up and Smell the Coffee debuttò al 46esimo posto in Billboard, il loro peggior risultato commerciale. La tournée successiva fu accorciata per «esaurimento» di Dolores.

Riascoltarlo oggi, a distanza di vent'anni e dopo la scomparsa prematura della cantante, cambia ogni prospettiva. Non c'è la rabbia politica di Zombie, né l'innocenza sfrontata di Dreams. C'è invece una donna di trent'anni che scrive Dying in the Sun con la consapevolezza di chi ha già vissuto diverse vite. C'è I Really Hope, dove la voce si incrina su un arpeggio di chitarra acustica, e suona come un testamento involontario. C'è Every Morning, singolo mai diventato hit, che brilla per la sua semplicità disarmante: «Every morning I wake up and I smell the coffee / I wonder if you're thinking of me».

Thorgerson, per allestire quella copertina, fece persino una prova su un piccolo campo d'aviazione vicino a Londra prima di spostarsi nel Somerset. I letti sulla spiaggia li aveva già usati per A Momentary Lapse of Reason. Il riciclo creativo, in fondo, è il marchio di fabbrica dei grandi: prendere un'idea nota e farla parlare una lingua nuova. I Cranberries, nel 2001, fecero lo stesso con se stessi. Non rivoluzionarono nulla. Si limitarono a svegliarsi, annusare il caffè, e accettare che il sapore fosse cambiato. Oggi, quel sapore sa di verità.

Vota e commenta

Un solo gesto: scegli i vinili e scrivi cosa ne pensi.

Newsletter

Iscriviti e ricevi ogni settimana le recensioni, le liste e le novita direttamente nella tua casella email.