Iscriviti a OndaPop entra in classifica

Articolo

L'Italia tra Bruxelles e Ulaanbaatar: la geografia incerta del potere (e della cultura)

L'Italia tra Bruxelles e Ulaanbaatar: la geografia incerta del potere (e della cultura)

EDITORIALE

L'Italia tra Bruxelles e Ulaanbaatar: la geografia incerta del potere (e della cultura)

Il trionfo che non c'è e la debolezza che si finge forza

L'accordo del Consiglio sulla PAC - la Politica Agricola Comune - viene venduto da Fratelli d'Italia come una "vittoria italiana". I Verdi europei la bollano invece come "proposta debole". La verità, come spesso accade a Bruxelles, sta nel mezzo grigio del compromesso: l'Italia ha strappato flessibilità sugli eco-schemi e deroghe per le piccole aziende, ma ha ceduto sulla condizionalità sociale e sugli obiettivi climatici. È la cifra di questo governo: rivendicare successi tattici in assenza di una strategia sistemica. Meloni porta a casa il voto dei coltivatori diretti, ma il prezzo è un'Europa agricola meno ambiziosa, più frammentata, meno capace di rispondere alla crisi climatica che già morde i campi della Pianura Padana.

Soft power a bassa latitudine: l'Italia che esporta sé stessa

Mentre a Bruxelles si conta sui voti, a Ulaanbaatar nasce la rete degli Alumni formati in Italia. La notizia passa in sordina, eppure racconta un'altra geografia del potere: quella culturale. La Mongolia - terra di steppa e risorse rare, cerniera tra Russia e Cina - sceglie l'Italia come riferimento formativo. Non è casuale: la nostra diplomazia universitaria, erede di una tradizione che va da Matteo Ricci a Indro Montanelli, continua a seminare influenza dove i carri armati non arrivano. Ma manca una regia centrale: l'Alumni network nasce dal basso, per iniziativa di ex studenti, non per volontà della Farnesina. L'Italia proietta cultura senza saperla governare, come un regista che ha perso il controllo del montaggio.

Violante e lo specchio rotto della politica

In questo quadro irrompe Luciano Violante, ex presidente della Camera, uomo della sinistra di governo, intervistato a "4 di sera" su Mediaset. Le sue parole - misurate, amare - suonano come un esame di coscienza collettivo: la politica italiana ha smesso di pensare il lungo periodo, si è ridotta a gestione dell'emergenza e comunicazione. Violante, che ha attraversato la transizione dal PCI al PD, conosce il peso delle parole e il vuoto che lasciano quando diventano slogan. La sua analisi non è nostalgia: è diagnosi. Manca una classe dirigente che sappia legare l'interesse nazionale (la PAC) alla proiezione culturale (Ulaanbaatar) dentro una narrazione condivisa.

Il filo conduttore: un paese senza bussola

Tre notizie, un solo paese. L'Italia che tratta a Bruxelles come se l'Europa fosse un banchetto da spartire, l'Italia che semina università in Mongolia senza saperlo, l'Italia che si guarda allo specchio attraverso gli occhi di un suo padre nobile e non si riconosce. Il filo conduttore è l'assenza di visione: non si può essere potenza agricola in Europa e potenza culturale in Asia se manca un'idea di cosa sia l'interesse nazionale nel XXI secolo. Meloni rivendica vittorie tattiche, Violante denuncia il vuoto strategico, gli Alumni mongoli costruiscono ponti che Roma non ha progettato.

Chiusura: la cultura come politica mancata

Forse la risposta sta proprio in Ulaanbaatar. La cultura - la formazione, la lingua, la memoria - è l'unica infrastruttura che regge nel tempo. L'Italia lo sa, lo fa, ma non lo pensa. Finché la politica ridurrà la cultura a ornamento e l'Europa a bancomat, questo paese continuerà a navigare a vista: forte con i deboli (i contadini che chiedono deroghe), debole con i forti (i partner europei che dettano l'agenda), invisibile dove potrebbe essere faro. Violante ha ragione: serve una nuova classe dirigente. Ma le classi dirigenti non si decretano: si formano. Magari in un'aula di Ulaanbaatar, studiando Dante e Gramsci in mongolo.

Vota e commenta

Un solo gesto: scegli i vinili e scrivi cosa ne pensi.

Newsletter

Iscriviti e ricevi ogni settimana le recensioni, le liste e le novita direttamente nella tua casella email.