Nel 1999 l'industria discografica mondiale viveva la sua stagione più opulenta. I compact disc riempivano gli scaffali a prezzi d'orologeria, le major collezionavano fatturati da capogiro e il mercato sembrava inattaccabile. Poi, con la discrezione di poche righe di codice compilate in una stanza universitaria, due diciottenni americani lanciarono Napster. In un istante, l'illusione di un'invincibilità commerciale crollò sotto il peso dei file MP3 e del peer-to-peer.
La storia di questa spaccatura epocale è al centro della seconda puntata di Liquida, il podcast scritto e condotto da Federico Pecchia per Rockit, arricchito dalle musiche e dal montaggio di Awen Sound. Il racconto riavvolge il nastro fino ai giorni in cui rarità, b-side e persino brani ancora inediti potevano essere scaricati gratuitamente con un semplice clic. La reazione dell'establishment fu immediata e feroce: emblematico lo scontro legale ingaggiato dai Metallica, furiosi per la diffusione illegale di un loro pezzo mai uscito, che diede il via a una stagione di guerre giudiziarie destinate a ridefinire per sempre il concetto di proprietà intellettuale.
Oltre alla cronaca di quella parentesi travolgente, l'episodio offre un'analisi critica sui contraccolpi sistemici di quell'era, avvalendosi dei contributi di Carlo Pastore (direttore artistico del MI AMI Festival), Claudio Ferrante (CEO di Artist First), Ivan Butera (Imsocial) e Dario Falcini (direttore di Rockit). Attraverso le loro testimonianze, emerge chiaramente come Napster non sia stato un semplice atto di pirateria, ma il doloroso incubatore che ha costretto il mercato ad abbandonare l'era analogico-fisica per muovere i primi, incerti passi verso l'ecosistema dello streaming contemporaneo.
Se oggi il nostro fruire la musica è governato da algoritmi e abbonamenti flat rate, la matrice originaria risiede proprio in quel caos generato nel 1999. Un appuntamento imperdibile per capire da dove viene la discografia liquida di oggi, disponibile ogni martedì su tutte le piattaforme di streaming.
