A quasi due anni dalla tragica scomparsa di Aaron Carter, la dolorosa vicenda giudiziaria legata alla sua morte segna un punto di svolta fondamentale. Gli eredi dell'ex baby prodigio del pop — rappresentati dalla madre del suo unico figlio di quattro anni — hanno raggiunto un accordo stragiudiziale riservato con il colosso farmaceutico Walgreens e con la Santa Monica Medical Plaza Pharmacy, chiudendo così il fronte delle accuse di omicidio colposo a carico dei distributori del farmaco.
Aaron Carter era stato trovato privo di vita nella vasca da bagno della sua abitazione di Lancaster nel novembre 2022, a soli 34 anni. L'esame autoptico aveva rivelato l'annegamento a seguito dell'assunzione di difluoroetano (gas presente nelle bombolette d'aria compressa) e Xanax. La causa intentata dai familiari puntava il dito contro l'intero sistema che curava l'artista, sostenendo che medici e farmacie avessero continuato a prescrivergli ed erogargli dosi massicce di psicofarmaci pur conoscendo bene i suoi pregressi clinici di dipendenza e fragilità mentale.
Se la clinica psichiatrica aveva già patteggiato lo scorso maggio e le farmacie hanno ora seguito la stessa strada — portando l'avvocato della famiglia, Marc Lazo, a dichiararsi "soddisfatto della risoluzione" —, la partita legale resta del tutto aperta nei confronti del dentista Jason Mirabile. Il medico, accusato di aver prescritto lo Xanax con troppa disinvoltura, andrà a processo a gennaio. La linea difensiva del dentista si preannuncia spietata: i suoi legali intendono infatti dimostrare che Carter fosse un padre assente, nel tentativo di ridimensionare la richiesta di risarcimento per danni morali ed economici avanzata per il figlio della star. Una mossa duramente criticata da Lazo, che ha accusato la difesa di voler diffamare la memoria dell'artista pur di non assumersi le proprie responsabilità professionali.
La vicenda riapre una ferita mai davvero rimarginata nell'industria musicale americana. Dai successi precoci di fine anni '90 al fianco dei Backstreet Boys del fratello Nick, fino al trionfo da milioni di copie di album come Aaron's Party (Come and Get It), Carter ha incarnato la figura del teen idol travolto troppo presto dal peso della fama. La sua parabola, segnata da tentativi di riabilitazione e scompensi emotivi consumati sotto i riflettori, riflette ancora una volta le drammatiche falle nella tutela delle star vulnerabili da parte del sistema sanitario e dello show business.
