Ventitrè ottobre 2026, l'autunno musicale italiano si misura con una New Music Friday che sa di bilancio: chi ha qualcosa da dire e chi, invece, continua a riciclare formule stanche. Le pagelle di Alvise Salerno su All Music Italia disegnano una mappa netta, quasi spietata, del panorama attuale.
In cima alla classe c'è Margherita Vicario con La persona che più mi odio, voto 7 e mezzo. Non è una sorpresa: la cantautrice romana sta costruendo, brano dopo brano, un concept album sull'autoanalisi che non concede sconti. Dopo Ho chiesto aiuto, questo nuovo tassello sposta il focus sulla nostra ipocrisia emotiva: sappiamo assolvere gli altri, mai noi stessi. L'arrangiamento, dominato da fiati e voce, non fa da cornice: è parte del discorso, amplifica il disagio senza nasconderlo dietro facili melodie. Vicario non cerca consenso, cerca verità. E si sente.
La Golden Song della settimana va a 3D con Nayt e Battista: un'incursione nel rap consciente che mescola tecniche diverse senza forzature. Nayt porta la sua scrittura chirurgica, Battista l'attitudine melodica, 3D la visione d'insieme. Risultato: un brano che suona urgente, non costruito a tavolino per l'algoritmo.
Dall'altra parte della lavagna, i bocciati. Luk3 raccoglie un 4 che sa di sentenza: "Un prodotto confezionato, privo di identità", scrive Salerno. Difficile dargli torto: il brano galleggia in una zona franca tra pop generico e urban di maniera, senza lasciare traccia. Stesso destino per Gigi D'Alessio, fermo a 4,5: "La solita minestra riscaldata". Il napoletano continua a inseguire un pubblico che non lo aspetta più, aggrappato a cliché che erano vecchi dieci anni fa.
In zona mista, Mida (6) e Naska (6,5) provano a ritagliarsi spazi: il primo con un pop-rock onesto ma prevedibile, il secondo con l'ironia amara che gli conosciamo, stavolta meno a fuoco. Tancredi (5,5) conferma la difficoltà di uscire dall'ombra del talent.
La lezione di questo venerdì? La musica italiana ha ancora voci necessarie — Vicario, Nayt, Battista — ma anche un sottobosco affollato di progetti che scambiano la visibilità per arte. Le pagelle servono a questo: a separare il segnale dal rumore. Ascoltate, confrontate, decidete. Ma intanto, il verdetto è scritto.
