Iscriviti a OndaPop entra in classifica

Articolo

Nocturne: Stephen Graham incarna il male assoluto in un thriller che non perdona

Nocturne: Stephen Graham incarna il male assoluto in un thriller che non perdona

C'è una scena, in apertura di Nocturne, che dice tutto senza bisogno di parole. Stephen Graham è Jurek Walter, sepolto vivo in una cella d'isolamento sei metri sotto terra, in un ospedale psichiatrico di massima sicurezza. Non ha contatti fisici con nessuno. Eppure, parlando solo attraverso le tubature che collegano i lavandini delle celle, convince un altro detenuto a suicidarsi.

Bastano quei pochi minuti per capire che Graham non sta recitando un cattivo: sta essendo il male. Freddo, chirurgico, privo di qualsiasi sfumatura teatrale. Una performance che da sola varrebbe l'abbonamento ad Apple TV+.

La serie, dieci episodi tutti disponibili, nasce dai romanzi di Lars Kepler — pseudonimo della coppia svedese Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril — ma lo showrunner Rowan Joffé (già regista del Brighton Rock del 2010) compie una scelta audace: sposta tutto da Stoccolma a una cittadina della Pennsylvania. Stesso territorio, per intenderci, che Kate Winslet percorreva in Mare of Easttown. Il parallelo è inevitabile, quasi voluto: sceriffo burbero, segreti sepolti, nebbia che non si alza mai del tutto.

Quando un ragazzino scomparso anni prima riappare sull'asfalto di una statale — cieco per il buio in cui è stato incatenato, traumatizzato oltre ogni parola — lo sceriffo Ellison (Bill Camp, sempre magnetico nella sua ruvidezza) capisce che la firma è di Walter. Ma la vera urgenza è un'altra: la sorella del ragazzo, Felicia, è ancora lì fuori. Da qualche parte. E il tempo non è alleato.

Per decifrare il codice di un uomo che muove i fili dal fondo di un pozzo, serve qualcuno che quel linguaggio lo conosce. Entra in scena Jonah Lynn (Liev Schreiber), ex detective omicidi richiamato dal ritiro. Il suo metodo non è ortodosso, la sua fedina non è pulita, ma è l'unico che può entrare nella testa di Walter senza uscirne a pezzi. O almeno ci prova.

Nocturne non reinventa la ruota del crime seriale. L'ascensore per l'inferno ricorda Il silenzio degli innocenti, la fuga impossibile strizza l'occhio a Prison Break, l'atmosfera opprimente è debitrice del miglior nordic noir. Ma Joffé non cerca l'originalità a tutti i costi: cerca la tensione. E la trova, episodio dopo episodio, dosando rivelazioni e silenzi con la precisione di un orologiaio.

Il vero motore, però, resta lui: Graham. Il suo Walter non urla, non minaccia, non si lamenta. Sorride appena, inclina la testa, ascolta. E quando parla, il mondo si ferma. È una lezione di recitazione per sottrazione, il tipo di prova che i premi dovrebbero premiare ma spesso ignorano perché troppo poco rumorosa.

Se amate i thriller che rispettano l'intelligenza dello spettatore, che non urlano ma sussurrano, che costruiscono labirinti invece di corridoi dritti, Nocturne è la vostra prossima ossessione. Solo non guardatela prima di dormire. Le tubature, di notte, fanno rumore.

Vota e commenta

Un solo gesto: scegli i vinili e scrivi cosa ne pensi.

Newsletter

Iscriviti e ricevi ogni settimana le recensioni, le liste e le novita direttamente nella tua casella email.