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Pixies, quattro gemme d'archivio: c'è anche la versione Albini di "Dig for Fire"

Pixies, quattro gemme d'archivio: c'è anche la versione Albini di "Dig for Fire"

Quattro tracce rimaste nei cassetti per oltre trent'anni vedono finalmente la luce. I Pixies hanno pubblicato oggi un pacchetto d'archivio che getta nuova luce su uno dei periodi più fertili e caotici della loro storia: le sessioni di Trompe le Monde, l'ultimo album in studio prima dello scioglimento del 1993.

Il pezzo forte è senza dubbio "Dig for Fire (Albini Version)", registrata con Steve Albini ai comandi. Una versione più cruda, spigolosa, che restituisce l'urgenza live che il produttore di Nirvana e PJ Harvey sapeva catturare come pochi. Chi conosce solo la versione lucida finita su Trompe le Monde resterà sorpreso dalla tensione che Albini riesce a strappare alla band.

Poi c'è "Go Man Go", brano dalla gestazione travagliata: co-scritto da Black Francis e Joey Santiago in un momento di particolare alchimia creativa, era rimasto incompiuto per decenni. La sua riemersione racconta molto del metodo di lavoro dei Pixies: idee abbozzate, accantonate, poi ritrovate quando il tempo le ha rese attuali.

Gli altri due brani arrivano dritti dal 1991. "Brackish Boy" è la versione embrionale di un pezzo che Francis rielaborerò due anni dopo per il suo debutto solista come Frank Black. Ascoltarla oggi significa assistere alla nascita di una canzone, nuda nella sua struttura essenziale. "Punk Loop", invece, appare sui nastri originali con una dicitura minima: "'Punk Loop' MSTR". Un frammento, un'idea ritmica lasciata lì, forse per diventare qualcos'altro, forse no.

Questa operazione archeologica non è fine a se stessa. Anticipa un 2027 densissimo per la band: si parte a marzo con un tour in Sudamerica, per poi imbarcarsi dal 1° al 24 maggio nel tour americano nelle arene al fianco dei Queens of the Stone Age. Da San Diego a Boston, trenta date che promettono di essere uno degli eventi rock della stagione. Josh Homme, del resto, non ha mai nascosto il debito verso i Pixies: ne abbiamo parlato a lungo nella nostra recente cover story.

Quattro brani, trent'anni di attesa, un futuro che si annuncia intenso. I Pixies non smettono di sorprendere.

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