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Rebel Wilson vince la battaglia sulle sanzioni: giudice respinge la richiesta dei produttori di 'The Deb'

Rebel Wilson vince la battaglia sulle sanzioni: giudice respinge la richiesta dei produttori di 'The Deb'

Un giudice della California ha respinto la richiesta di sanzioni contro Rebel Wilson, l'ultimo capitolo di una battaglia legale che sta assumendo i contorni di un vero e proprio thriller giudiziario. Al centro della disputa c'è The Deb, il debutto alla regia dell'attrice australiana, e un conflitto che oppone Wilson ai produttori Amanda Ghost, Gregor Cameron e Vince Holden.

I tre avevano presentato una mozione chiedendo sanzioni per "frode sulla corte", sostenendo che Wilson avesse mentito sotto giuramento e manipolato prove chiave. In particolare, i produttori accusavano la star di Pitch Perfect di aver falsamente testimoniato sulla fuga di una lettera di diffida del suo avvocato, Bryan Freedman, verso un giornalista, e di aver negato ogni coinvolgimento in due siti web anonimi — amandaghost.com e amandaghostsucks.com — che dipingevano Ghost come una trafficante sessuale.

Secondo la documentazione depositata dagli avvocati dei produttori, Camille Vasquez e Samuel Moniz, sarebbero emerse prove "schiaccianti" che collegherebbero Wilson ai siti diffamatori, inclusi documenti e note vocali in cui il suo team di crisi PR discuteva della volontà dell'attrice di avere "uno di quei siti" e di ritrarre Ghost come "una vera madame".

Un messaggio chiave, citato nella mozione, mostrerebbe Wilson che scrive alla sua publicist Marcy Engelman il 12 luglio 2024: "Puoi mandarlo subito a [il reporter] Matt", allegando proprio la lettera di Freedman. Engelman avrebbe prodotto il messaggio durante la fase di discovery.

Nonostante la gravità delle accuse, il giudice ha ritenuto insufficienti gli elementi per procedere con le sanzioni. La decisione rappresenta una vittoria tattica per Wilson, che nel frattempo persegue contropretese contro i produttori per bullismo, intimidazione e violazione contrattuale. La causa per diffamazione intentata da Ghost contro l'attrice prosegue intanto il suo corso.

Una guerra legale che sembra uscita da uno dei film che Wilson ha contribuito a rendere celebri: colpi di scena, prove nascoste, messaggi privati che diventano pubblici. E un debutto alla regia che, paradossalmente, sta generando più dramma fuori dal set che dentro.

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