C'è un ospite inquietante nel decimo album di inediti di Cesare Cremonini. Si chiama SIG, indossa un teschio dorato e non è un semplice cameo visivo: suona, produce, calca il palco. AMATEUR, uscito il 23 ottobre per EMI/Universal Music, segna il ritorno del cantautore bolognese dopo tre anni di silenzio discografico, e questo personaggio ne è la chiave di lettura più profonda.
Il nome abbrevia Sigmund — come Freud, citato esplicitamente nella title track — ma la genesi del personaggio affonda radici più torbide. Cremonini lo ha presentato a Londra, il 20 ottobre, durante un listening party riservato: SIG non è un alter ego. «Rappresenta tutto quell'ego e tutto quel desiderio e tutta quell'ambizione e tutta quella fuliggine che un essere umano si porta dietro», ha spiegato. Liberarsene serve per diventare «più Noel Gallagher che Liam», più concentrato sulla musica che sul proprio riflesso.
L'immaginario visivo attinge a due riferimenti alti: il teschio tempestato di diamanti di Damien Hirst (For the Love of God, 2007), che trasforma un memento mori in oggetto di lusso abbagliante, e i monologhi di Carmelo Bene contro la finzione e la menzogna dell'arte. Due poli — il mercato e la verità — che si scontrano nel cranio placcato oro di SIG.
Musicalmente, il personaggio incarna «il ritorno al sound e all'attitude delle band», alla «riduzione e alla scarnificazione del suono e dell'immagine del pop». Un cortocircuito voluto: «mettere in controfase la morte, il lusso della discografia, il desiderio e l'ambizione». L'amateur vero, ironizza Cremonini, «è colui che è morto e non può morire», chi per passione e amore resta attaccato alla vita nonostante tutto.
Sotto la maschera si cela un polistrumentista e produttore già collaboratore di Cremonini. La stampa presente a Londra ne ha intuito l'identità, ma All Music Italia ha scelto di non svelarla per tutta la durata del progetto. Una scelta coerente: SIG funziona proprio perché resta simbolo, non persona.
Lo si intravede già nel video di Paparazzi (singolo apripista del 18 settembre) e in Disturbo mentale: una presenza costante, silenziosa, che osserva e suona. Sul palco del tour sarà al fianco di Cremonini in ogni brano. Non un attore, non una trovata promozionale: un musicista che accetta di farsi icona per permettere all'artista di spogliarsi della propria.
In un'epoca di overexposure e personal branding ossessivo, SIG è un gesto controcorrente: l'ego messo in maschera per servire la canzone. Il teschio dorato brilla sotto i riflettori, ma ciò che conta — suggerisce Cremonini — è ciò che resta quando la luce si spegne.
