Quando Kim Hendrickson, storica produttrice esecutiva della Criterion Collection, ha chiamato Michael Chaiken alla fine del 2024, la proposta aveva quell'alone di mistero che circonda da sempre l'opera di Stanley Kubrick. «Stiamo lavorando a un progetto su Kubrick. Non sappiamo ancora quanto sarà grande, ma ti interessa?», gli ha chiesto. Chaiken, curatore newyorkese reduce dal catalogo degli archivi di Paul Morrissey, non ha esitato un secondo. Ha detto sì.
Quello che sembrava un incarico circoscritto — il restauro in Blu-ray di Eyes Wide Shut, l'ultimo, controverso film del 1999 — si è rivelato solo la punta dell'iceberg. Kubrick aveva girato la pellicola con una tecnica unica, lo «sviluppo forzato», e non esisteva un master 4K che rispettasse le sue volontà postume. La Criterion, ossessiva com'è, ha preteso che ogni dettaglio tecnico rispecchiasse le indicazioni del regista, morto nel 1999 ma ancora presente in ogni fotogramma.
Mesi dopo, in una riunione con i vertici dell'etichetta, Chaiken ha intuito che c'era molto di più in ballo. «Mi sono reso conto che la Criterion si trovava in una posizione unica: poteva negoziare con tutti gli studios che detengono i diritti dei film di Kubrick», racconta in videochiamata dal suo appartamento di Brooklyn. Warner Bros possiede la maggior parte del catalogo, ma Il dottor Stranamore è della Sony, Barry Lyndon ha passaggi complessi. Solo un'entità come la Criterion poteva mettere tutti d'accordo.
Il risultato è un cofanetto che si annuncia come l'evento home-video del decennio: non solo i film restaurati in 4K sotto la supervisione diretta degli eredi Kubrick, ma ore di materiali inediti — provini, storyboard annotati a mano, corrispondenza privata, persino le liste della spesa per la scenografia di 2001: Odissea nello spazio. A corredo, un podcast in dieci puntate condotto dallo stesso Chaiken, che apre gli archivi come mai prima d'ora: interviste a collaboratori storici (Leon Vitali, Jan Harlan, Christiane Kubrick), analisi fotogramma per fotogramma, aneddoti che riscrivono la mitologia del perfezionista tirannico.
«Kubrick non era un mostro, era un architetto del tempo», dice Chaiken. «Ogni decisione, anche la più minuta, serviva a controllare l'esperienza dello spettatore. Questo cofanetto non celebra un mito: lo smonta per mostrarne l'ingegneria».
L'uscita è prevista per la primavera 2027. Nel frattempo, la Criterion ha diffuso un teaser audio: la voce di Kubrick che, nel 1968, detta al telefono le istruzioni per la proiezione di 2001 in un cinema di provincia. «La luce deve essere esattamente questa. Il suono deve partire da qui». Trent'anni dopo, la sua mano guida ancora la macchina.
