C'è qualcosa di profondamente ipnotico nel modo in cui Stephen Steinbrink riesce a trasformare un ricordo d'infanzia in una canzone che sembra galleggiare in uno spazio senza tempo. Il nuovo singolo "I'm A Swimming Pool", in uscita oggi come ultimo assaggio prima del disco In A Split Mirror (previsto per venerdì), non è solo un brano: è un'immersione.
Chi segue il percorso del cantautore e artista visivo di Oakland sa che la sua scrittura ha sempre avuto una qualità tattile, quasi sinestetica. Qui però la metafora diventa letterale. Steinbrink racconta di quando, bambino in Arizona, si immergeva nella piscina di un amico trattenendo il respiro, galleggiando a faccia in giù cercando di non increspare l'acqua. "Volevo raggiungere quella sensazione di assenza di peso totale", spiega. Nei mesi estivi di Phoenix, l'acqua in superficie raggiungeva quasi la temperatura del suo corpo, creando "questa sensazione di disconnessione dal mio corpo che amavo, sentendomi parte dell'acqua".
Il risultato sonoro rispecchia esattamente quella sospensione: arpeggi di chitarra che sembrano rifrangersi come luce sul fondale, una voce sussurrata che fluttua tra riverberi caldi, una ritmica appena accennata che pulsa come un battito cardiaco rallentato. Non c'è urgenza, non c'è climax: solo il lento, inesorabile movimento delle maree.
Ma Steinbrink è anche un artista visivo, e per questo brano ha curato personalmente il video animato che lo accompagna. Un lavoro di collage che unisce fotografie scattate negli anni a immagini esterne, ridisegnate frame per frame per mesi interi. "Ho disegnato la stessa immagine ancora e ancora", racconta, "per poi animarle insieme e creare quel movimento respirante, bollente nei colori e nelle texture". Il risultato è una sorta di phantasmagoria liquida, tableau che si sciolgono e si ricompongono in loop onirici, perfetta controparte visiva di una musica che rifiuta la staticità.
In A Split Mirror arriva a distanza di tre anni da Arranged Waves e conferma Steinbrink come uno dei songwriter più raffinati e sfuggenti della scena indie americana, capace di fondere folk minimale, ambient pop e arte visiva in un'estetica coerente e inconfondibile. "Magic Mirror", il singolo apripista, aveva già mostrato la vena meditativa del disco; "I'm A Swimming Pool" ne svela il cuore fluido, quel punto in cui memoria e sensazione fisica si confondono.
Ascoltarlo è come chiudere gli occhi e sentire l'acqua chiudersi sopra la testa: il rumore del mondo si attutisce, il tempo si dilata, e per pochi minuti si diventa qualcos'altro. Qualcosa di più simile a una piscina che a una persona.
In A Split Mirror esce venerdì per Polyvinyl Record Co.
