Una storia che sembra uscita da un copione hollywoodiano, ma che si sta consumando nelle aule di un tribunale di Los Angeles. Stevie Wonder, icona vivente della musica mondiale, ha presentato una causa legale per sfrattare Carmen Efferson, donna che vive da quasi quarant'anni in una sua villa a Hollywood Hills senza versare un centesimo di affitto.
Secondo i documenti depositati giovedì presso la Corte Superiore di Los Angeles, Efferson — che sarebbe stata in passato la fidanzata del cantante — occupa la residenza a tre camere da letto dal 1988. All'epoca, stando a quanto riferito, i due avrebbero raggiunto un accordo verbale che le permetteva di restare a tempo indeterminato senza pagare canone. Un patto di fiducia che ora Wonder intende far valere come revocato.
Il casus belli è scoppiato lo scorso luglio, quando i rappresentanti dell'artista hanno tentato per tre volte di accedere alla proprietà per un'ispezione legata al rinnovo dell'assicurazione. Efferson ha sistematicamente negato l'ingresso, arrivando a inviare un'email all'avvocato di Wonder, David Huff, con toni decisamente accesi: «Fuck the fuck off», scriveva, accusando il legale di «razzismo, freddezza e privilegio da maschio bianco».
Huff ha replicato precisando che la lettera certificata era stata redatta dalla sua collega Tempestt Tatum, «né razzista, né fredda, né bianca, né uomo». Ma la frattura era ormai insanabile. Un altro legale del team di Wonder ha notificato a Efferson la revoca dell'accordo orale per «mancata collaborazione», consegnandole un avviso di sfratto con data di uscita fissata al 27 agosto 2026.
La vicenda getta una luce inedita sulla vita privata del venticinque volte Grammy Award, da decenni simbolo di impegno civile e sensibilità umana. Wonder, oggi settantacinquenne, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sulla causa. I suoi legali mantengono il massimo riserbo, limitandosi a far parlare le carte processuali.
Resta da vedere se Efferson contesterà lo sfratto in udienza. Quel che è certo è che una convivenza durata quasi quarant'anni — nata da un patto di fiducia tra due persone legate sentimentalmente — si è trasformata in una battaglia legale dai contorni surreali. Una parabola che ricorda come, anche per le leggende della musica, la gestione del patrimonio e dei rapporti personali possa riservare amare sorprese.
