Iscriviti a OndaPop entra in classifica

Articolo

Torino si accende: quando l'arte sfreccia tra motori, manoscritti e underground

Torino si accende: quando l'arte sfreccia tra motori, manoscritti e underground

C'è un filo invisibile che lega il rombo di una Fiat 500 d'epoca al sussurro di un codice miniato del Quattrocento. Passa per Torino, attraversa il Lingotto, sale in Biblioteca Nazionale e finisce nei capannoni rigenerati di Paratissima. Non è una metafora: è il calendario culturale della città nei prossimi mesi, e se ami la musica — quella che si ascolta, quella che si vede, quella che si immagina — non puoi mancare.

Partiamo dal MAUTO, il Museo dell'Automobile che non è solo carrozzeria e meccanica. La nuova mostra "Sound of Speed" (fino al 30 aprile) esplora il rapporto tra design automobilistico e colonna sonora: dai jingle pubblicitari degli anni '60 alle playlist Spotify dei concept car elettrici. C'è persino una installazione sonora firmata da Lorenzo Senni, che ha campionato il suono dei motori storici per trasformarli in trance minimalista. Il visitatore non guarda: ascolta la velocità.

Pochi chilometri e secoli di distanza, la Biblioteca Nazionale Universitaria apre i suoi scrigni per "Note a margine": manoscritti musicali, spartiti autografi di Verdi e Puccini, ma anche zine punk autoprodotte negli anni '80 torinesi. L'angolo più sorprendente? Una sezione dedicata alle colonne sonore immaginarie: partiture scritte per film mai girati, romanzi mai musicati. Un invito a comporre mentalmente la soundtrack della tua lettura.

E poi c'è Paratissima, la fiera off che dal 2005 trasforma spazi industriali in incubatori di contemporaneità. Quest'anno il tema è "Remix": artisti visivi chiamati a rielaborare opere altrui, come dj che campionano vinili. Tra i protagonisti, Godblesscomputers presenterà un live A/V dove le sue ambientazioni elettroniche dialogano con le tele di giovani pittori torinesi in tempo reale. Nessuna gerarchia: arte visiva e sonora si generano a vicenda.

Tre luoghi, tre linguaggi, una sola città che smette di essere sfondo e diventa partitura. Torino non ti chiede solo di guardare: ti chiede di ascoltare ciò che non ha suono. E se porti le cuffie giuste, la colonna sonora la scrivi tu — tra un motore ruggente, una pagina ingiallita e un beat che esce da un capannone al Parco Dora.

Vota e commenta

Un solo gesto: scegli i vinili e scrivi cosa ne pensi.

Newsletter

Iscriviti e ricevi ogni settimana le recensioni, le liste e le novita direttamente nella tua casella email.