C'è una verità scomoda che BigXthaPlug non smette di ricordarci: il successo non è una cura, è solo un nuovo palcoscenico per gli stessi demoni. Lo dice la sua voce — profonda, granulosa, autorevole — che arriva dritta al petto come un placcaggio di Myles Garrett in una domenica di NFL. Nessun filtro, nessuna melodia android-style à la Don Toliver, niente lamenti trap-soul alla Rod Wave. Lui rappa. Punto. E nel 2026, per un ventenne mainstream, è quasi un atto rivoluzionario.
Better Over Time, il suo nuovo album, si apre con un omaggio che sa di benedizione: Tony Coles e Charley Cooks campionano "Sky's the Limit" di Notorious B.I.G., mentre Leon Thomas rispolvera il ritornello dei 112. "Sky is the limit and you know that you can have what you want, be what you want." Peccato che, per BigX, quel cielo sia più un miraggio che una promessa.
Già in 6WA (marzo 2026), il progetto con la crew 600 Entertainment, aveva chiamato The D.O.C. a fare da padrino, citando Too $hort e Eazy-E come bussole. La linea è chiara: il ragazzo di Dallas studia i padri, ne assorbe la durezza, ne fa arma. Ma Better Over Time sposta il fuoco: non più solo rivendicazione, ma resoconto. La fama ha portato soldi, copertine (Rolling Stone lo ha intervistato ad inizio anno), persino un palco ai CMA Awards 2025 accanto a Luke Combs per "Pray Hard" — frutto di I Hope You're Happy, la sua suite country-rap da Top 10 Billboard.
Eppure. Chi gli sta attorno — amici, vicini, conoscenti — lo guarda diverso. Lo invidia, lo spia, ne fa pettegolezzo. Lo ha trasformato in un oggetto. E lui, che pensava di essersi lasciato il dolore alle spalle, scopre che il dolore viaggia in business class. Le tracce centrali del disco — "Glass House", "Same Block", "Mama's Prayer" — sono fotogrammi di questa solitudine verticale: più sali, più il vento taglia.
Non è un album cupo, intendiamoci. La produzione brilla, i featuring (Leon Thomas su tutti) alzano il livello, e ci sono momenti di pura goduria lirica. Ma la sensazione finale è quella di un uomo che si guarda allo specchio e non riconosce del tutto l'immagine. "Pensavo che il tempo avrebbe migliorato le cose", sembra dire il titolo. La risposta, nascosta tra le barre, è: forse. Ma non da solo.
Better Over Time esce per 600 Entertainment/Atlantic. Ascoltatelo a volume alto. E poi riascoltatelo in silenzio.
