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Bologna suona d'arte: le mostre del weekend che parlano la lingua della musica

Bologna suona d'arte: le mostre del weekend che parlano la lingua della musica

Bologna non dorme mai, e questo fine settimana il suo cuore culturale batte a ritmo di mostre che strizzano l'occhio — anzi, l'orecchio — a chi la musica la mastica, la studia, la colleziona. Non serve essere critici d'arte per accorgersi che il confine tra galleria e studio di registrazione, qui, è sottile come un vinile.

Partiamo da Palazzo Fava, dove "Morandi e la musica del silenzio" (fino al 14 gennaio) rilegge il maestro delle nature morte attraverso partiture, lettere e fotografie che documentano il suo rapporto con compositori come Dallapiccola e Petrassi. Le sue bottiglie non sono solo oggetti: sono pause, respiri, fermate su uno spartito invisibile. La curatela include un QR code che rimanda a una playlist curata da Tempo Reale, il centro fiorentino fondato da Luciano Berio: Debussy, Webern, Feldman. Ascoltare mentre si guarda cambia tutto.

A pochi passi, MAST ospita "Visual Music: copertine, video, identità sonore", focus su quarant'anni di grafica musicale italiana. C'è la mano di Gianni Ronco per i CCCP, le foto di Guido Harari per De André e Pfm, i video di Giacomo Triglia per Jovanotti e Brunori Sas. Ma la chicca è la sezione dedicata ai graphic score — partiture visive di Sylvano Bussotti e Enore Zaffiri — dove il pentagramma si scioglie in segni, colori, gesti. Arte che si suona, musica che si guarda.

Chiudiamo in Via Zamboni, alla Galleria d'Arte Moderna, con "Suono/Spazio": installazioni site-specific di artisti under 35 che lavorano su field recording, sintesi modulare, acustica architettonica. Tra i nomi, Caterina Barbieri (che ha appena suonato al Kappa FuturFestival) e il collettivo Standards, già autori della colonna sonora dell'ultimo film di Alice Rohrwacher. L'ingresso è gratuito, le cuffie le portate voi.

Tre tappe, un filo conduttore: l'arte a Bologna non si limita a essere vista. Si ascolta. E questo weekend, la colonna sonora la scegliete voi.

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