C'è un paradosso che solo la musica pop sa rendere credibile: la noia può diventare epica se c'è qualcuno che la riempie di rumore. Giuse The Lizia lo dimostra in Monotonia, decima traccia di MDMA (Mica Dobbiamo Morire Adesso), l'album uscito lo scorso 30 ottobre per Maciste Dischi e Warner Records Italy. Non è un inno alla fuga, ma una confessione a mezz'aria: «Io sto bene solo in mezzo al tuo casino», canta, e quella frase basta a ribaltare la prospettiva.
Il brano si apre con l'ammissione disarmante di chi si sente intrappolato in settimane fotocopia: «Non è colpa mia se ogni settimana è uguale alla precedente». La colpa, semmai, è del tempo che scorre uguale a se stesso. La salvezza arriva sotto forma di una promessa: «Giura che rimani per tutta la vita». L'amore qui non è fuoco d'artificio, ma ventilatore acceso d'estate, corpi nudi che cercano fresco, «come in mezzo a un pogo» — metafora perfetta di un caos controllato, violento ma consensuale.
Il ritornello svela la fragilità sotto l'apparente leggerezza: «Se un giorno non vorrai più stare qui con me, io mi accontenterò delle tue briciole». C'è la paura di perdere l'unico varco colorato in un corridoio grigio, e la rassegnazione di chi preferisce le briciole al vuoto. «Ci riderò su, senza fare rumore» — una resa dignitosa, quasi teatrale.
Nella seconda strofa lo sguardo si sposta sull'altra persona: «Ti sei trasformata in un robot a forza di ignorare il tuo cuore». È l'invito a scappare insieme, «portami a Berlino con il primo volo», lontano dai soldi e dalle scadenze, verso un'altrove che sa di libertà. Ma la fuga non è geografica, è emotiva: basta il casino dell'altro per rendere abitabile la monotonia.
Giuse The Lizia, al secolo Giuseppe Puleo, continua a costruire un cantautorato che ibrida indie, elettronica e quella vena cantautorale siciliana che profuma di sale e asfalto. Monotonia non cerca risposte, si accontenta di fotografare un equilibrio precario: due persone che si tengono per mano mentre il mondo gira uguale a ieri. E forse, suggerisce la canzone, è l'unica rivoluzione possibile.
