Burlington, Vermont. È quasi sera quando Matt Myers sbuca all'angolo di St. Paul Street, il collo lucido di sudore, lo sguardo di chi ha macinato chilometri e palchi per quindici anni. Tra poco salirà sul palco del Waterfront Park ad aprire per The Head and the Heart, ma ora si ferma a parlare d'amore. Quello vero, quello che ti cambia la prospettiva.
"Ha cambiato tutto", dice il frontman degli Houndmouth, voce roca e mani nelle tasche dei jeans. "Essere accettato per quello che sono, senza filtri, e ricevere lo stesso in cambio... cazzo, fa paura e fa bene insieme."
Due anni fa Myers si è risposato. Ha due figlie piccole dal primo matrimonio e oggi, a quasi quarant'anni, racconta di aver trovato un equilibrio che non cercava più. Quell'equilibrio è la colonna portante di Lordy, il nuovo album della band in uscita per Dualtone Records — etichetta che festeggia venticinque anni di catalogo e ha scelto questo disco come uno dei pilastri dell'anniversario.
Non è il Matt Myers del 2011, quello che fondava gli Houndmouth a New Albany, Indiana, con il viso da ragazzino e l'urgenza di chi scrive per sopravvivere. Oggi rivendica i capelli sale e pepe, le rughe guadagnate tour dopo tour, coast to coast. E rivendica soprattutto una verità che per anni ha considerato un mito da sfatare: non serve stare male per scrivere bene.
"Sapevo che era un pregiudizio, ma ogni tanto ci ricaschi", ammette seduto su un muretto, mentre il sole cala sul lago Champlain. "Non è che devi essere triste per creare. È che io ora sto bene a casa. E quando scrivo, la canzone non deve per forza essere epica, strappacuore, disperata. Può essere semplicemente... vera."
Lordy lo dimostra brano dopo brano. C'è ancora il suono che ha reso la band un punto di riferimento dell'indie-rock americano — quelle armonie vocali che sanno di chiesa battista e jukebox polveroso, le chitarre che intrecciano blues e power-pop — ma i testi respirano un'aria diversa. Meno fantasmi, più specchi. Meno fuga, più ritorno.
"Guardarsi allo specchio e fare pace con chi ti guarda indietro", sintetizza Myers. "È questo il disco. Non una resa, ma una resa dei conti."
Quando sale sul palco poco dopo, la luce dorata del tramonto gli illumina il viso. Attacca "Sedona", il singolo che ha anticipato l'album, e la folla — famiglie, ventenni, fan della prima ora — canta ogni parola. Lui sorride, chiude gli occhi, e per un attimo non sembra un rocker che ha fatto pace con i propri demoni. Sembra solo un uomo che ha smesso di correre.
Lordy esce il 14 novembre per Dualtone Records. Gli Houndmouth saranno in tour europeo nella primavera 2027.
