Venerdì 30 ottobre 2026 segna un nuovo appuntamento con la New Music Friday italiana, e la nostra redazione ha messo sotto la lente d'ingrandimento le uscite più interessanti della settimana. Tra ritorni attesi e debutti sorprendenti, due nomi su tutti si prendono la scena: i Fast Animals and Slow Kids e Giordana Angi, entrambi premiati con un convincente 7.
Fast Animals and Slow Kids – "Inverno Nucleare" (Voto 7)
Mancavano da un po', i ragazzi di Aimone Romizi, e il silenzio pesava. Il frontman ha esplorato territori solisti con risultati notevoli, ma ritrovarlo alla guida dei FASK fa un effetto diverso: c'è quella chimica inconfondibile, quel muro di chitarre che sa essere insieme rabbia e carezza. "Inverno Nucleare" non è solo un brano, è una linea di confine. Pop-rock arioso, arricchito dalla presenza di Riccardo Zanotti (Pinguini Tattici Nucleari) a cori e tastiere, la canzone disegna un parallelo tra un inverno metaforico – fatto di relazioni che si raffreddano – e uno letterale, nucleare, catastrofico. La tesi è semplice e potente: anche dopo l'apocalisse, a salvarsi sono i legami veri. Romanticismo e denuncia sociale si intrecciano senza forzature, in un ritornello che resta incollato alla pelle al primo ascolto.
Giordana Angi – "Piccole Cose" (Voto 7)
Se i FASK urlano la loro verità, Giordana Angi la sussurra. "Piccole Cose" è un esercizio di minimalismo emotivo: pianoforte, voce, e quel modo tutto suo di trasformare l'ordinario in poesia. Niente effetti speciali, nessuna strizzata d'occhio alle playlist algoritmiche. Angi canta i dettagli – una tazza di tè, un messaggio non inviato, il rumore della pioggia – e li rende universali. La produzione asciutta lascia spazio alla sua scrittura, che conferma una maturità invidiabile. È il tipo di brano che non chiede attenzione, la pretende in silenzio.
Gli altri nomi della settimana
La lista dei singoli non finisce qui. Lucio Corsi e Cristiano Godano (Marlene Kuntz) firmano quella che molti definiscono già la "Golden Song" del periodo: due mondi apparentemente distanti che trovano un linguaggio comune fatto di surrealismo e graffio rock. Alfa continua il suo percorso "zuccheroso" – termine non dispregiativo, ma descrittivo di un pop melodico che sa di zucchero filato e notti insonni – mentre Max Pezzali appare "fuori tempo" nel suo nuovo tentativo, più nostalgico che necessario. Spazio anche a sangiovanni, Cioffi e tanti altri, a conferma di una scena che, nonostante tutto, continua a produrre materiale su cui vale la pena scrivere – e ascoltare.
Come sempre, i voti sono personali e discutibili. Il consiglio resta uno solo: premete play, fatevi un'idea vostra e diteci la vostra nei commenti. La musica italiana, venerdì dopo venerdì, si racconta anche così.
