C’è un filo rosso che lega la prima nota di Only You degli Yazoo all’ultimo accordo di Una città per cantare nella versione di Ron. Quel filo si chiama Perturbazione e sabato 7 novembre 2026 si materializzerà sul palco del Cinema Teatro Magda Olivero di Saluzzo per la data zero di «Risuona dal vivo», il tour che porterà in giro per l’Italia il nuovo album Risuona (The Saifam Group) e una manciata di classici riletti in italiano.
Non è un semplice concerto di presentazione. È l’atto primo di un percorso che la band torinese — nata sui banchi di un liceo alle porte di Torino e forte di oltre ottocento live tra Italia ed Europa — ha immaginato come un dialogo tra la propria storia e la memoria collettiva della canzone d’autore. «Volevamo che ogni brano fosse una porta aperta su un altrove che conosciamo tutti», racconta il cantante Tommaso Cerasuolo poco prima della prova generale. «Tradurre non significa solo cambiare lingua, ma riscrivere l’emozione».
Dieci tappe, due anni, un unico concept
Il calendario, annunciato oggi, disegna un arco che va dal Piemonte alla Lombardia, toccando Marche, Puglia, Lazio, Toscana ed Emilia. Dopo Saluzzo, si vola ad Ascoli Piceno (18 dicembre, Breaklive) e Taranto (19 dicembre, Mercato Nuovo) per chiudere l’anno. Il 2027 riparte da Torino (12 febbraio, Off Topic), passa per Roma (11 marzo, Wishlist), Firenze (12 marzo, Sala Vanni), Bologna (13 marzo, Baumhaus) e si chiude a Milano (21 marzo, Arci Bellezza). Biglietti già in prevendita sui canali ufficiali indicati dalla band.
Il repertorio: da Cohen a Supertramp, passando per De André
Lo spettacolo alterna i dieci brani di Risuona — tra cui il singolo apripista Quel che non ho più, rilettura di Only You — a pietre miliari del catalogo Perturbazione (In circolo, L’Unica, sanremese 2014) e a omaggi mirati. In scaletta trovano spazio la Suzanne di Leonard Cohen firmata Fabrizio De André, Sgualdrina (sempre Cohen/De André), Dreamer dei Supertramp nella versione di Renato Zero, e Una città per cantare, ballata di Danny O’Keefe passata per Jackson Browne e adattata da Ron. Un mosaico che racconta come la canzone italiana abbia saputo fare propri mondi lontani senza tradirne l’anima.
«Ogni cover è un atto d’amore verso chi l’ha scritta e verso chi l’ha cantata prima di noi. Noi ci mettiamo solo la nostra voce, che è fatta di vent’anni di strada insieme»
La produzione, curata dalla band insieme ad AMI Live (l’app di All Music Italia che permette di portare i concerti in tasca), promette un allestimento essenziale: luci calde, arrangiamenti che lasciano respirare i testi, e quella tensione emotiva che da sempre distingue i live dei Perturbazione. «Non cerchiamo l’effetto sorpresa», chiude Cerasuolo. «Cerchiamo la verità di una canzone che, anche se non è tua, ti appartiene perché l’hai vissuta».
Appuntamento a Saluzzo per verificare se la promessa regge. Intanto, la prevendita corre: il viaggio in Risuona è appena iniziato.
