C'è una certa poesia nel vedere una band che, a distanza di decenni dal debutto, riesce ancora a suonare con la stessa urgenza di chi ha qualcosa da dimostrare. Starry Eyed and Laughing — o SEAL, come li chiamano gli aficionados — pubblicano Celestial Synapse, registrazione live in edizione limitata che documenta il concerto dell'aprile scorso e funge da antipasto per il doppio album in arrivo entro la stagione.
Il nucleo storico è intatto: Iain Whitmore al basso e voce, Tony Poole alla Rickenbacker e voce. A completarli, Jim Maving alla seconda chitarra e Fin Kenny alla batteria, una sezione ritmica che si muove con disinvoltura dentro sonorità che definire "americane" è riduttivo: c'è il jangle dei Byrds, la psichedelia west-coast, quel folk-rock che profuma di Laurel Canyon ma parla inglese.
Il titolo ruba il nome a un happening dei Grateful Dead del '69 — «stesse vibrazioni positive», dicono loro — e i dieci brani in scaletta raccontano una storia che parte da "Set Me Free from This Lost Highway", apertura perentoria dove il basso di Whitmore e la Rick di Poole riscrivono "So You Want to Be a Rock & Roll Star" con rispetto ma senza reverenza. Segue "One Foot in the Boat", classico istantaneo dal jingle-jangle cristallino, e poi "Chelsea Girl (1965)", autobiografica, che esplode in un finale beatlesiano da pelle d'oca.
Il cuore del disco batte in "This Slice of Time": la chitarra di Poole ricama dolcezze spettacolari su un testo che affronta il buio etico e le difficoltà economiche dell'America trumpiana. Folk-rock con coscienza civile, roba rara.
Non mancano gli omaggi ai padri: due cover che non suonano mai come riempitivo. E c'è spazio per i repertori solisti di entrambi, a dimostrare che la chimica tra Whitmore e Poole — che si dividono equamente il microfono — non è nostalgia ma linfa vitale.
Celestial Synapse esce su Bandcamp in tiratura limitata. Il doppio album in studio è la prossima tappa. Se questo live è il biglietto da visita, c'è da fidarsi.
