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Meshuggah: quarant'anni di anomalie sonore, un'unica data italiana a Padova

Meshuggah: quarant'anni di anomalie sonore, un'unica data italiana a Padova

Quarant'anni. Quattro decenni di poliritmie impossibili, groove meccanici che hanno riscritto il linguaggio dell'heavy metal, una coerenza artistica che non ha mai conosciuto compromessi. I Meshuggah arrivano in Italia per celebrare un traguardo che poche band estreme possono vantare, e lo faranno con un'unica, imperdibile data: domenica 17 ottobre 2027 al Gran Teatro Geox di Padova, tappa del "Forty-Year Anomaly Tour".

Non è un semplice concerto commemorativo. Chi conosce la storia degli svedesi sa che ogni loro passaggio in Italia è un evento che trascende la dimensione live per diventare quasi un rito di iniziazione. Da Destroy Erase Improve a Immutable, passando per pietre miliari come Chaosphere, Nothing e obZen, la band di Umeå ha costruito un'architettura sonora fatta di matematica applicata all'aggressività, dove il tempo non scorre lineare ma si frammenta, si piega, si ripete in cicli ipnotici che hanno generato un intero sottogenere — quel "djent" che oggi popola le playlist di mezzo mondo, spesso dimenticando chi ne ha scritto il codice sorgente.

Il bill che accompagna questa celebrazione non è casuale. Periphery tornano nel nostro paese dopo anni di assenza: i padri putativi del progressive metalcore moderno, quelli che hanno preso l'eredità meshuggahiana e l'hanno contaminata con melodie aperte, strutture cinematografiche e una tecnica strumentale da far impallidire conservatori. Misha Mansoor e soci rappresentano la prima generazione che ha metabolizzato la lezione dei maestri per trasformarla in qualcos'altro, e vederli condividere il palco con i propri numi tutelari chiude un cerchio simbolico potente.

Accanto a loro, i Vildhjarta: l'oscurità svedese fatta suono. Il loro "thall" — termine che la band stessa ha coniato per definire un approccio ancora più dissonante, atmosferico, quasi horror-metal — porta la lezione poliritmica in territori di tensione costante, dove il groove non è mai fine a se stesso ma veicolo per un senso di inquietudine perenne. Måsstaden e Thousands of Evils restano riferimenti imprescindibili per chi cerca l'estremo che non rinuncia all'atmosfera.

I biglietti saranno disponibili su Vivaticket a partire dalle ore 12:00 del 6 novembre. Considerando l'unicità della data e la capienza del Gran Teatro Geox — una venue che garantisce acustica e visibilità superiori ai classici palazzetti — è lecito aspettarsi un sold-out rapido. Chi c'era al Live Club di Trezzo nel 2017 o all'Alcatraz di Milano nel 2022 sa che un concerto dei Meshuggah non si "guarda": si subisce, fisicamente, quelle frequenze basse che vibrano nello sterno, quelle metriche che disorientano il cervello finché non smetti di contare e ti lasci trasportare.

Quarant'anni di carriera per una band che non ha mai inseguito mode, non ha mai addolcito il proprio linguaggio, non ha mai ceduto alla tentazione del "branone" radiofonico. Jens Kidman, Fredrik Thordendal, Tomas Haake, Mårten Hagström e Dick Lövgren — formazione stabile da decenni, rarità nel metal estremo — salgono sul palco con la stessa urgenza del primo giorno. Il "Forty-Year Anomaly Tour" non è una vittoria. È una conferma.

Appuntamento a Padova, dunque. Portate tappi per le orecchie buoni. E preparatevi a perdere il conto.

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